AI per professionisti

AI per avvocati:
cosa si può fare e cosa va detto al cliente

Un avvocato può usare l'intelligenza artificiale solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del proprio lavoro intellettuale, e deve informare il cliente sugli strumenti utilizzati con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Lo prevede l'articolo 13 della legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025.

Usata così, l'AI fa risparmiare ore su ricerca, bozze e sintesi. Il rischio vero non è la norma: sono le fonti inventate e i dati dei clienti inseriti negli strumenti sbagliati.

Di Cesare D'Adamo//3 minuti di lettura

Cosa dice l'articolo 13

  • Prevalenza del lavoro umano: l'AI può supportare, non sostituire, il ragionamento e la strategia dell'avvocato.
  • Informativa al cliente: le informazioni sui sistemi di AI usati vanno comunicate al destinatario della prestazione per tutelare il rapporto di fiducia.

La norma vale per tutte le professioni intellettuali, iscritte o meno a un ordine. Non prevede sanzioni proprie, ma rileva sul piano deontologico e della responsabilità verso il cliente.

Come scrivere l'informativa

  • quali strumenti usa lo studio;
  • per quali attività: ricerca, prime bozze, sintesi, traduzioni, gestione dello studio;
  • che strategia, valutazioni e atti finali restano dell'avvocato;
  • come vengono trattati i dati: fornitore, dove sono conservati, per quanto tempo;
  • in forma scritta, all'inizio dell'incarico, con un linguaggio comprensibile.

Usi utili in studio

  • ricerca di giurisprudenza e dottrina, sempre con verifica delle fonti originali;
  • prime bozze di atti, contratti e lettere;
  • sintesi e confronto di documenti lunghi;
  • revisione di clausole e controllo di coerenza;
  • traduzioni di documenti;
  • organizzazione dello studio: email, scadenze, fatture.

I rischi da gestire

  • Fonti inventate: i modelli linguistici possono citare sentenze che non esistono. Ogni riferimento va verificato.
  • Segreto professionale e dati dei clienti: niente dati identificativi negli strumenti gratuiti per consumatori; servono versioni professionali con contratti adeguati.
  • GDPR: valutazione del fornitore, nomina a responsabile del trattamento quando serve, informativa privacy aggiornata.
  • Responsabilità: resta interamente dell'avvocato, qualunque strumento abbia usato.

Formazione e giustizia

Con il D.Lgs. 179/2026 gli ordini devono inserire percorsi sull'AI nella formazione iniziale e continua, con regolamenti aggiornati entro il 23 aprile 2027. Nei tribunali, la legge 132/2025 riserva al magistrato ogni decisione: l'AI resta uno strumento di supporto.

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Domande frequenti

Serve l'informativa anche per usi minimi, come correggere una email?

La norma riguarda i sistemi usati nella prestazione professionale. La soluzione più prudente è un'informativa generale all'inizio dell'incarico che elenchi gli strumenti e gli usi tipici dello studio.

Posso inserire gli atti di un cliente in ChatGPT?

Non nella versione gratuita per consumatori. Servono strumenti professionali con garanzie su riservatezza e uso dei dati, e una valutazione GDPR del fornitore.

Ci sono sanzioni se manca l'informativa?

L'articolo 13 non prevede sanzioni proprie. La violazione può però avere conseguenze deontologiche e sulla responsabilità verso il cliente.

Fonti ufficiali

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce un parere legale. Fonti verificate l'8 novembre 2026.

Cesare D'Adamo
Chi ha scritto questa guida

Cesare D'Adamo

Consulente di prodotto e intelligenza artificiale

Oltre 15 anni tra prodotto, growth e AI, più di 20 prodotti basati su AI costruiti e team dirigenziali formati sulla conformità all'AI Act. Lavora da Berlino con aziende in Italia e in Europa, in italiano e in inglese.

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