Normativa italiana

Legge italiana sull'intelligenza artificiale:
cosa cambia per aziende e professionisti

L'Italia ha affiancato all'AI Act la legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025, e il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, in vigore dal 23 ottobre 2026. Per le aziende contano soprattutto quattro regole: informare i lavoratori, lasciare a una persona le decisioni finali sul personale, inserire l'AI nella valutazione dei rischi e, per i professionisti, informare i clienti.

La legge non crea nuovi obblighi tecnici per i sistemi di AI, che restano quelli dell'AI Act, ma interviene su lavoro, professioni, giustizia, sanità e codice penale.

Di Cesare D'Adamo//3 minuti di lettura

La legge 132/2025 in breve

  • Principio di fondo: l'AI deve restare al servizio delle persone e la legge va applicata in modo conforme all'AI Act.
  • Lavoro (articolo 11): il datore di lavoro informa i lavoratori sull'uso dell'AI, nel quadro del decreto Trasparenza (d.lgs. 104/2022).
  • Professioni intellettuali (articolo 13): l'AI solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro del professionista, e informativa al cliente. Vedi AI per avvocati e AI per commercialisti.
  • Autorità (articolo 20): AgID e ACN sono le autorità nazionali per l'intelligenza artificiale.
  • Codice penale: nuovo reato di diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l'AI (articolo 612-quater) e un'aggravante comune per i reati commessi con l'AI.
  • Minori: sotto i 14 anni l'accesso alle tecnologie di AI richiede il consenso dei genitori.

Il decreto legislativo 179/2026

  • Decisioni sul personale (articolo 41): assunzione, modifica, cessazione, provvedimenti disciplinari e valutazioni non possono basarsi solo su un algoritmo. Decide una persona con potere effettivo e autonomo; le decisioni solo automatizzate sono nulle, anche con il consenso del lavoratore.
  • Informazioni ai lavoratori: informativa prima del trattamento e diritto a ottenere, tramite una persona, una motivazione comprensibile della decisione.
  • Valutazione dei rischi (articolo 42): i sistemi di AI che incidono su organizzazione, ritmi o modalità di lavoro entrano nel documento di valutazione dei rischi, con informazione e formazione dei lavoratori.
  • Sanzioni (articolo 23): riprende le fasce dell'AI Act, fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato. Dettagli nella guida alle sanzioni.
  • Spazio di sperimentazione (articolo 26): un ambiente controllato per testare l'AI con le autorità, pensato anche per PMI e start-up.
  • Professioni: ordini e collegi aggiornano la formazione continua sull'AI entro il 23 aprile 2027; i parametri dell'equo compenso terranno conto del rischio dei sistemi di AI usati, entro il 23 ottobre 2027.
  • Segreti commerciali (articolo 52): dati, algoritmi e metodi usati per addestrare l'AI possono essere protetti come segreti commerciali.

Chi vigila

AutoritàRuolo
AgIDAutorità di notifica: organismi che valutano la conformità
ACNVigilanza del mercato e punto di contatto unico
Banca d'Italia, CONSOB, IVASSSistemi ad alto rischio nel credito, negli investimenti e nelle assicurazioni
Garante privacyAmbiti come attività di contrasto, frontiere, giustizia e processi democratici, oltre al GDPR

Cosa fare subito

  1. 01Aggiorna l'informativa ai lavoratori sugli strumenti di AI usati.
  2. 02Controlla i processi HR: ogni decisione finale deve avere una persona responsabile e tracciabile.
  3. 03Inserisci nel documento di valutazione dei rischi gli strumenti di AI che incidono sul lavoro.
  4. 04Se sei uno studio professionale, prepara l'informativa per i clienti.
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Domande frequenti

La legge italiana aggiunge obblighi rispetto all'AI Act?

Non per i sistemi di AI in sé, che seguono l'AI Act. Aggiunge invece regole su lavoro, professioni, minori e codice penale.

Un licenziamento deciso da un software è valido?

No. Dal 23 ottobre 2026 le decisioni sul rapporto di lavoro prese solo in modo automatizzato sono nulle, anche se il lavoratore ha dato il consenso.

Posso usare l'AI per filtrare i CV?

Sì, nel rispetto del GDPR: la ricerca e la selezione dei candidati non sono decisioni finali. La decisione di assumere deve però restare a una persona.

Fonti ufficiali

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce un parere legale. Fonti verificate l'8 novembre 2026.

Cesare D'Adamo
Chi ha scritto questa guida

Cesare D'Adamo

Consulente di prodotto e intelligenza artificiale

Oltre 15 anni tra prodotto, growth e AI, più di 20 prodotti basati su AI costruiti e team dirigenziali formati sulla conformità all'AI Act. Lavora da Berlino con aziende in Italia e in Europa, in italiano e in inglese.

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